IPERINSULINEMIA COSA FARE


Corretto stile di vita e alimentazione bilanciata.

IPERINSULINEMIA DIETA: COSA MANGIARE IN CASO DI IPERINSULINEMIA


Sono un’insegnante di ginnastica e per questo, molto spesso, le persone mi chiedono come fare per dimagrire o cosa fare in presenza di patologie che creano gravi problemi all’organismo. La prima cosa che consiglio loro di fare ovviamente, oltre a un corretto esercizio fisico e una sana dieta alimentare, è quella di consultare un medico. Ho deciso però di avviare nel blog una rubrica periodica per affrontare le problematiche più comuni. Spiegando - con parole semplici – quali comportamenti tenere in presenza di determinate situazioni. Rubrica periodica a cura del Dottor Federico Teoli, biologo nutrizionista.


Iniziamo oggi parlando di iperinsulinemia.


IPERINSULINEMIA CAUSE


Nel 1989 il Dottor Norman Kaplan ha dimostrato che l'iperinsulinemia (ovvero una secrezione sproporzionata di insulina dopo il pasto) è alla base del "quartetto della morte", ovvero obesità, diabete di tipo II, ipertrigliceridemia e ipertensione. Ma cos'è l'insulina e che ruolo ha per il nostro organismo?


L'insulina è un ormone, prodotto dalle cellule del pancreas, che viene rilasciato dopo un pasto in risposta all'aumento della glicemia, ovvero l'aumento degli zuccheri nel sangue. L'attività biologica di tale ormone è quella di ridurre la glicemia, permettendo agli zuccheri in circolo di essere immagazzinati nel fegato e successivamente negli altri tessuti, come quello muscolare. Inoltre gli zuccheri in eccesso provenienti dalla dieta, proprio grazie all'attività dell'insulina, verranno convertiti in trigliceridi (ovvero i grassi) e accumulati nel tessuto adiposo.


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COSA MANGIARE IN CASO DI IPERINSULINEMIA


Iperinsulinemia dieta


Una dieta particolarmente ricca in zuccheri semplici determina una secrezione spropositata di insulina; se questa condizione viene mantenuta negli anni, oltre a farci ingrassare, provoca una sorta di esaurimento delle cellule pancreatiche e una diminuzione della sensibilità dei recettori dell'insulina. Questa condizione, che prende il nome di insulino-resistenza, determina l'insorgenza del diabete di tipo II. Quindi tutte le conseguenze dovute ad un eccesso di carboidrati nella dieta e ad una eccessiva produzione di insulina, hanno portato a pensare a piani alimentari basati sull'indice glicemico. L'indice glicemico (IG) è un parametro che esprime la velocità con la quale un alimento innalza il livello di glucosio nel sangue. E' molto facile trovare su internet varie tabelle con l'indice glicemico degli alimenti, come cerali, frutta e legumi, e delle diete a basso IG, che promuovono (correttamente) l'uso dei cereali integrali, legumi, riducendo il consumo di zuccheri semplici, contenuti nei prodotti confezionati, bevande gassate ecc.


Il problema è che la secrezione di insulina non viene stimolata solo dai carboidrati; oltre all'indice glicemico esiste un altro parametro, ovvero l'indice insulinemico, che esprime le capacità degli alimenti di innalzare i livelli di insulina. Analizzando tali valori (anche in questo caso esistono varie tabelle) si nota che molti amminoacidi (i costituenti fondamentali delle proteine) come arginina, lisina, valina, leucina e fenilalanina stimolano un elevato rilascio di insulina. Anche i grassi saturi, contenuti sopratutto nei prodotti animali, se associati a carboidrati, ne potenziano la stimolazione insulinica.


Questo lungo discorso introduttivo era necessario per spiegarvi quanto è importante seguire una dieta equilibrata. Un pasto misto, ricco in tutti e 3 i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi), avrà un basso indice glicemico, ma produrrà una risposta insulinica esagerata, anche 7 volte quella indotta da un pasto di soli carboidrati; se questo stile alimentare viene mantenuto nel corso del tempo, andrà a generare tutte quelle problematiche descritte all'inizio di questo articolo.


IPERINSULINEMIA CONSIGLI PER STARE BENE


Il mio consiglio, sopratutto in individui che non praticano regolare attività fisica (molti atleti beneficiano dell'aumento dell'insulina in quanto stimola la sintesi proteica a livello muscolare) è quello di evitare pasti misti troppo abbondanti, sopratutto a cena; mentre per gli spuntini e le merende va bene consumare per esempio un frutto vicino ad una fetta di pane integrale con affettato magro. Per i pasti principali della giornata sarebbe corretto optare per un pranzo a base di cerali come pasta, riso, orzo ma anche legumi (seguiti da una porzione abbondante di verdura), mentre per la cena alternare prodotti proteici come carne e pesce, ma anche prodotti a base di soia, sempre seguiti da una porzione di verdure di stagione. Questa non è altro che la dieta definita "dissociata", ma adesso abbiamo la spiegazione scientifica del perché, nella maggior parte dei casi, è giusto seguirla.


A presto

Dottor Teoli Federico, biologo nutrizionista


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